DINTORNI

Il Royal Hotel Montevergine è situato vicino al centro città di Avellino ed è il punto di partenza ideale per visitare le località dell’ Irpinia, godendo il relax di questa terra e le tipicità del suo territorio …

Summonte

Uno dei borghi più belli d'Italia, conta 1.600 abitanti circa, si trova ai confini di Ospedaletto, ha 728 metri d'altitudine e fa parte del Parco Naturale Regionale del Partenio. Il territorio è prevalentemente montano, circondato da boschi rigogliosi, il clima salubre invita alla sosta nella frescura dei suoi monti e campagne. I monumenti più importanti sono: la Chiesa dell'Annunziata, la Chiesa di Sant'Andrea e la Torre Normanna.

In diciannove anni passa la storia del world music sul palco di Summonte!

Le piazze, i vicoli ed i cortili di Summonte hanno visto l’esibizione di artisti internazionali del calibro di Khaled, Hevia ed Eliades Hochoa che nel 2007 hanno infiammato il pubblico di Summonte, o ancora Youssu n’Dour, Cesaria Evora, Goran Bregovich, Mori Kante, Noa ,Gil Dor, ed ancora il grande Bob Geldof al quale abbiamo conferito, insieme al direttore artistico Enzo Avitabile, la cittadinanza onoraria del nostro paese.

Il percorso ambientale “Summonte – Campo San Giovanni” è una oasi naturale per praticare sport all’aria aperta.

Il Comune di Summonte al fine di creare condizioni di sviluppo sostenibile del territorio, ha avviato da tempo unitamente al Parco Regionale del Partenio una serie di iniziative finalizzate alla valorizzazione e tutela del nostro territorio. In tale ottica si inserisce il “percorso ambientale Summonte – Campo San Giovanni” che consente di ammirare e apprezzare le bellezze naturali che connotano il territorio comunale.

Lungo il percorso sono stati attuati interventi strategici finalizzati a far decollare il turismo del tempo libero e naturalistico; è stato, infatti, concepito come palestra naturale, per rendere particolarmente salutare e piacevole la pratica degli sports all’aria aperta a minimo impatto ambientale quali: attività fisica a corpo libero, ciclismo in mountain bike, equitazione, escursionismo, nordic walking. Il percorso ambientale si presenta come un lungo sentiero panoramico, organizzato ed attrezzato che si sviluppa per circa 6 km.

Toccando punti di notevole valore naturalistico e paesaggistico: parte dal centro Urupetra e si snoda lungo il Monte Partenio interessando le aree di Urupetra, Castellone e Becco dell’Aquila, per arrivare a Campo San Giovanni un bellissimo pianoro carsico, circondato da boschi di faggio e ricco di orchidee selvatiche, dove non è difficile osservare cavalli al pascolo sorvolati da poiane a caccia, spesso infastidite dalle cornacchie grigie e dai corvi imperiali, o dove è possibile, se si è fortunati, osservare la volpe; l’ecoturista che intraprende una passeggiata lungo il percorso – nel silenzio dei boschi – è attratto solo dal fruscio del vento fra le foglie e dai versi degli uccelli.

Da visitare la Torre Angioina.

Summonte sembra essere stato una scelta strategica per la localizzazione del castello (documentato per la prima volta nel 1094) e della fortificazione del casale. Si può affermare, pertanto, che Summonte sia stato fino agli albori della modernità essenzialmente un presidio militare. L’elemento superstite di tale sistema di fortificazioni è la torre cilindrica a base tronco-conica (fine sec. XIII-inizi sec, XIV ). La torre fu elevata sui ruderi del castello dove probabilmente, abitò la famiglia Malerba che tenne il feudo locale in epoca normanna. Intorno alla metà degli anni novanta, tuttavia, sono state ritrovate le strutture del castello di epoca normanno-sveva in Summonte, a seguito di uno scavo archeologico condotto con la supervisione della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Salerno, Avellino e Benevento.
La torre che fino a pochi anni fa si presentava come un rudere, è stata di recente restaurata recuperandone l’apparecchiatura muraria e ricostruendone i solai lignei fino all'ultimo livello, di cui si è trovata traccia.

Ospedaletto d'Alpinolo

L'origine del suo nome provenne dall'Ospedale di San Tommaso, gestito direttamente dai frati, come si evince da un documento del novembre 1184, avendo come ospite illustre Federico II.

La motivazione dell'ospedale era di far riposare i pellegrini prima di affrontare la salita del Santuario di Montevergine; dopo molto tempo il casale prese il nome di ``Casale dell'Ospedale di Montevergine``. La prima volta che si trova il nome di Casale di Ospedaletto è solo nel 1463, tramite uno strumento notarile.
Proprio il Santuario di Montevergine, con il suo richiamo spirituale, ha consentito, sin dai tempi più antichi, il commercio e lo scambio con i prodotti del luogo: nocciole e castagne.

Ospedaletto d'Alpinolo è il paese del torrone e delle castagne del prete.

Solo verso la fine del 1800 si cominciò a diffondere il ``copeto``, oggi comunemente chiamato torrone e le ``castagne ro' prevete``, castagne del prete, perché fu proprio un frate a scoprire il processo di cottura particolare. La castagne del prete sono un prodotto strettamente tradizionale, lavorato con un procedimento di essiccazione a fuoco lento per un periodo che va dai 25 ai 30 giorni. Sgusciate si presentano dal colore marrone intenso e dal sapore caratteristico che richiama la caramellizzazione degli zuccheri.

Un itinerario alla scoperta della tradizione più dolce di Ospedaletto d' Alpinolo: golosità e visita agli antichi laboratori artigianali.

Per descrivere brevemente Ospedaletto d'Alpinolo occorre citare alcuni scritti:

La Guida d'Italia presenta Ospedaletto come: ``località di villeggiatura in posizione panoramica``, il Dizionario enciclopedico dei Comuni d'Italia: ``Ospedaletto è magnifico paese tra castagni cedui e una lussureggiante vegetazione, lontano dalle contese feudali e dedito ai prodotti dei boschi, alla legna e al carbone``, un raro dizionario della fine del Settecento: ``Ospedaletto, Hospitaletum, Terra nel Regno di Napoli nella Provincia di Principato ultra. Essa giace alle radici di Montevergine su d'un falso piano; ed è così ben fabbricata, che fa meraviglia a chiunque vi capita. Vi sono de' belli palazzi, e delle Famiglie civili assai, e comode. Ha molti Valentuomini, e tra gli altri il celebre D. Gian Paolo Torti``

Santuario di Montevergine

Santuario di Montevergine, la sua origine ufficiale del Santuario di Montevergine risale alla consacrazione della prima chiesa nel lontano 1126. Tuttavia l’ascesa di Guglielmo al monte era di qualche anno precedente. Su quelle cime impervie il Santo era andato cercando un luogo solitario per raccogliersi in preghiera, ma fin da subito la sua fama e le sue virtù attrassero sul monte uomini e donne, discepoli e sacerdoti desiderosi di servire Dio sotto il suo magistero. La nascita del Santuario fu quindi alquanto spontanea, Guglielmo non aveva mai pensato a una propria organizzazione monacale. Eppure in poco tempo le persone sopravvenute sul monte per seguirlo, avviarono un’intensa attività edificatrice, cosicché furono presto pronte le prime celle per i religiosi e una piccola chiesetta. Si trattava in verità di umili capanne tenute in piedi con un po’ di malta e fanghiglia, sufficienti comunque a dare l’idea di una sorgente comunità religiosa sotto la guida del Santo. Lo stesso afflato religioso che spontaneamente aveva riunito attorno alla figura di Guglielmo una prima comunità monastica, fu alla base della scelta di dedicare la primitiva chiesa alla Madonna. Al di là di alcune credenze popolari che hanno voluto legare l’origine del Santuario a un’apparizione della Madonna, si può dunque affermare che fu proprio lo spirito ascetico mariano di San Guglielmo e dei suoi discepoli a fare in modo che sulle cime del monte Partenio si elevasse un faro di devozione alla Santa Vergine Madre di Dio. Da allora lo scopo principale della nuova famiglia monastica fu quello di servire Dio mediante la devozione alla Madonna, che i discepoli di Guglielmo presero ben presto a diffondere in tutta la Campania e nelle regioni adiacenti, organizzando numerosi pellegrinaggi verso la loro casa madre. La devozione mariana fu concepita dai bianchi figli di Guglielmo come la via più efficace per inserirsi nel mistero della Trinità di Dio e della redenzione operata da Gesù. Il motivo fondamentale del faticoso viaggio e dell’aspra salita alla chiesa di Santa Maria di Montevergine, delle prolungate preghiere e delle offerte dei credenti, divenne l’invocazione della potente intercessione della Madonna per ottenere la misericordia di Dio. Fu così che Montevergine si trasformò presto nel Santuario mariano più famoso e visitato dell’Italia Meridionale, e i pellegrinaggi assunsero la loro specifica caratteristica.

Mercogliano

Il nome Mercogliano sembra derivare da Mercurianum che, secondo alcuni studiosi, indicherebbe la presenza in questi luoghi di possedimenti, praedia, dei magistri mercuriales, i magistrati, prevalentemente liberti, che amministravano il culto di Mercurio. Essendovi sorta dopo la guerra sannitica una colonia romana, il luogo conservò il nome del luogo dove, appunto si venerava il culto di Mercurio, fino al medioevo con la denominazione di `` Castrum Mercuriani``, da cui deriva il nome attuale.

Il luogo, comunque, fino al XV conserva anche nello stesso stemma civico, l'immagine del dio Mercurio. Di particolare importanza è una colonna militare romana ritrovata in località Alvanella che conferma la presenza di un'importante arteria viaria che conduceva (e conduce) a Napoli. Importanti testimonianze, iscrizioni e reperti archeologici, testimoniano la presenza nel territorio di Mercogliano di insediamenti romani risalenti al IV secolo e fatti risalire alla colonia romana di Abellinum. A questo periodo storico vanno ascritte le vicende della cristianizzazione dell'Irpinia, con i Santi Modestino (attuale patrono di Mercogliano e di Avellino) Fiorentino e Flaviano, che trovano la morte proprio nella zona di Mercogliano.

La vera fondazione di Mercogliano è riconducibile agli ultimi decenni del secolo VI, in concomitanza della calata dei Longobardi nel sud Italia. Una colonia di profughi della vicina Abellinum, proprio per sfuggire ai Longobardi, occupano la collina di Mercogliano. In poco tempo viene costruito un centro abitato che lentamente si popola. Mercogliano, ancora casale di Avellino, viene citato per la prima volta in un documento nel 982. Lo sviluppo del paese continua ancora nell'anno 1000 in seguito all'invasione dei Normanni nel Sud Italia, iniziata nel 1030. In quel periodo viene costruito il Castello. Tra il 1077 e il 1089, a testimonianza di un continuo sviluppo, l'antico casale viene elevato al rango di castello. Il paese, cosi', acquisisce finalmente autonomia amministrativa. Signore del borgo fortificato nel 1136 era un certo Enrico di Sarno, subfeudatario del conte di Avellino Rainulfo.

Nel 1137, sotto Ruggiero II, che assedi è Mercogliano occupandone il castello, inizia la dominazione normanna. A quel tempo Ruggiero II fece rinchiudere nel castello Matilde, la moglie del conte Rainulfo. Il feudo venne poi donato da Ruggiero II a Riccardo de Aquila, nominato anche nel catalogo dei Baroni per l'invio in Terra Santa di alcuni cavalieri ed armigeri. A Riccardo de Aqulia, diversi anni dopo, vi successero Ruggiero 1161, e la contessa Pierrone de Aquila, 1183, sposa di Ruggiero de Castelvetere.

A Mercogliano si trova il Santuario di Montevergine e la funicolare con la quale è possibile raggiungere il Santuario.

Punto di interesse è il Centro di Ricerche Oncologiche di Mercogliano, che si occupa dello studio delle malattie neoplastiche e della ricerca di farmaci antitumorali e la Clinica Montevergine specializzata nelle malattie del cuore.

Più volte Mercogliano è stata la tappa del giro d'Italia.

È possibile fare escursioni seguendo i percorsi: culturale, religioso, enogastronomico e naturalistico.

Mercogliano è rinomata per i suoi prodotti enogastronomici: i funghi e i tartufi, castagne del prete, le nocciole e l’Anthemis, il liquore prodotto dai monaci di Montevergine.

Avellino

La città di Avellino conta 56.000 abitanti circa ed è ubicata nel cuore dell'Appennino Campano e del Partenio ed è circondata a sud-ovest dal monte Faliesi e a nord-est da Montevergine, meta di pellegrinaggio per venerare la Madonna di Montevergine, posto sul monte a 1272 m.

È rilevante la produzione delle pregiate ``nocciole avellane``, infatti la Ferrero produce la nutella a Sant' Angelo dei Lombardi. I monumenti più importanti sono: Palazzo Caracciolo, Casino del Principe, Palazzo de Concilii, Carcere Borbonico. Altro punto d’interesse storico e paesaggistico della città di Avellino è il Duomo di Santa Maria Assunta, anche cattedrale della Diocesi di Avellino e il Santuario della Madonna delle Grazie.

Centri all’avanguardia medica di Avellino sono: la Clinica Malzoni, la Clinica Santa Rita, Villa Esther, Villa dei Pini e la nuova Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati.

Aziende più rilevanti che operano nella provincia di Avellino sono la F.M.A., gruppo Progress, Irpinia Calcestruzzi, imprese di costruzione, fabbriche di dolci, mobilifici, aziende vinicole: Matroberadino, Caggiano, Feudi, concerie e altro. Inoltre il punto di forza di Avellino è la Scandone Sidigas Avellino è una squadra di pallacanestro, che gioca attualmente nella Lega Basket Serie A.

Altro punto d'interesse è la squadra di calcio dell'Avellino.

Eventi

Summonte

Sagra del contadino - giugno
Sagra del fusillo - settembre
Sagra della castagna - ottobre
Sentieri Mediterranei - luglio

Ospedaletto

Carnevale di Zeza - Carnevale
Festa della Madonna del Carmelo - settembre (famoso rito della ``juta a Montevergine`` che rievoca e ripropone gli antichi pellegrinaggi al Santuario)
Sagra del Torrone - fine luglio
Sagra della fragola - Giugno

Mercogliano

R...estate a Mercogliano - giugno/luglio/agosto
Castellarte - luglio
Natale in Abbazia - dicembre
I mercatini della solidarietà - dicembre

Avellino

Processione di Santa Rita - maggio
Processione Corpus Domini - giugno
Festa dell'Assunta - mercatino di ferragosto
Sagre in provincia: Tufo (vino), Castellarte (Mercogliano), Canalarte (Serino), Giullarte (Atripalda)